Sinopoli Attimi, Sguardi - mostra fotografica


In occasione della prima edizione di Giuseppe Sinopoli Festival (Taormina 14/16 ottobre 2005), è stata allestita - presso il rinato spazio della Chiesa di San Francesco di Paola - la mostra fotografica Giuseppe Sinopoli, attimi, sguardi di Silvia Lelli e Roberto Masotti.
Una quarantina di scatti d’autore attraverso cui il direttore d’orchestra - presenza, volto, gesto - esce dalle immagini per consegnarsi allo spettatore.
Chi fosse interessato ad ospitare la mostra può rivolgersi al Comitato taormina arte al numero di telefono 0942 21142. Per consultare la scheda tecinca della mostra cliccare qui.
A molte delle fotografie è associabile lo stato e la ricerca dell’attimo prima della musica, il momento che sta per avvenire. La ricerca di quell’istante porta a fissare momenti che corrispondono in maniera stupefacente alle qualità e alle personalità del direttore che ha anche la necessità e il compito di spiegare, di iniziare l’orchestra alle proprie idee, al proprio pensiero, il compito di correggere e trasformare, di rivolgersi alle sezioni, alle prime parti, ai solisti, di consultarsi con il compositore, talvolta.
La fotografia di un interprete della musica solo apparentemente congela il gesto; come in un fermo -immagine, c’è sempre un prima, un mentre, un dopo che si esprime in quell’attimo che sembra ripetersi, mantenersi e agire, perpetuamente. S’intuiscono qualità, dinamica, senso, direzione e viene sempre da chiedersi quale sia la musica che si sta eseguendo e di abbandonarsi quindi alla sua fantasia.
Ma il direttore non è sempre al lavoro sul podio, è una persona, un personaggio che studia, passeggia, parla, si mette in posa per poche fotografie, risponde alle domande di un intervistatore.
Giuseppe Sinopoli, attimi, sguardi è un percorso emozionante, una testimonianza, un documento, la storia di un uomo che condivide la sua esperienza con altri uomini.



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“Se solo ci lasciamo andare al ricordo di un gesto l’immagine scorre ed è ferma ad ogni istante, un preciso istante. Il cortocircuito che provoca il ricordo, una immagine mandata a memoria, non lascia spazio a sovrastrutture. Affiorano una o due immagini e una precede l’altra. Il sentire e il vedere comune di “spettatori” di tali immagini le confermeranno, le metteranno a confronto con altre ancora, di altri direttori, di altre epoche, e così via dissertando.
Nell’omaggio a Giuseppe Sinopoli che la storia, la vita, non ci consentono di leggere come un work-in-progress esteso al presente, entra in azione una memoria freddamente analitica. Questa si rivela non meno prodiga di emozioni e ci accompagna lungo l’incarico: progettare l’assieme, la sequenza di immagini che costruiscono il ritratto”.
Silvia Lelli e Roberto Masotti